L’IMPORTANZA DEL CARBONIO BLU

da | 16 Gen 2024 | Clima

Mentre le foreste terrestri occupano i titoli dei giornali nella lotta contro il cambiamento climatico, uno strato nascosto si nasconde sotto le onde: il carbonio blu. 

Questi ecosistemi costieri – mangrovie, paludi salmastre e praterie di alghe – fungono da strutture naturali per la cattura e lo stoccaggio del carbonio, bloccando grandi quantità di gas serra atmosferici per millenni. Diventa necessario, quindi, esaminare la scienza alla base del carbonio blu, le sue fonti e il suo ruolo nella mitigazione del cambiamento climatico.

Il carbonio blu comprende il carbonio catturato e immagazzinato dagli ecosistemi marini e costieri, principalmente mangrovie, fanerogame marine e paludi salmastre. Questi ecosistemi agiscono come pozzi naturali di carbonio, sequestrando l’anidride carbonica atmosferica e immagazzinandola nella biomassa e nei sedimenti. A differenza delle foreste terrestri, che immagazzinano carbonio nei tronchi degli alberi, gli ecosistemi del carbonio blu accumulano carbonio nel terreno sottostante.

Componenti chiave degli ecosistemi del carbonio blu:

Mangrovie 

Le mangrovie sono alberi e arbusti tolleranti al sale che prosperano nelle zone costiere. I loro intricati sistemi radicali intrappolano e immagazzinano quantità significative di carbonio nel sedimento. Inoltre, le mangrovie forniscono un habitat essenziale per numerose specie marine, fungendo da vivaio per i pesci e sostenendo la biodiversità. Si stima che le mangrovie consumino il carbonio a una velocità quattro volte superiore a quella delle foreste pluviali tropicali , rendendole una componente vitale del ciclo globale del carbonio.

Fanerogame marine

Le fanerogame marine sono piante da fiore che crescono nelle acque costiere poco profonde. Questi prati sottomarini svolgono un ruolo vitale nel sequestro del carbonio. Le fanerogame marine catturano e immagazzinano il carbonio nei loro tessuti e sedimenti, contribuendo sia alla regolazione del clima che alla salute dell’ecosistema marino. Nonostante coprano meno dello 0,2% del fondale oceanico, si stima che le fanerogame marine rappresentino il 10% dello stoccaggio totale di carbonio dell’oceano.

Saline

Le paludi salmastre sono zone umide costiere che forniscono un habitat a diverse specie animali e vegetali. Questi ecosistemi sequestrano efficacemente il carbonio nei loro suoli, contribuendo al bilancio complessivo del carbonio. Inoltre, le paludi salmastre fungono da cuscinetto contro le mareggiate e l’erosione, migliorando la resilienza costiera. Queste paludi possono immagazzinare carbonio nella vegetazione fuori terra e nei suoli sotterranei, fornendo una soluzione completa per mitigare i cambiamenti climatici.

La connessione con il cambiamento climatico

L’importanza del carbonio blu nella mitigazione dei cambiamenti climatici risiede nella sua capacità di compensare i crescenti livelli di anidride carbonica atmosferica, uno dei principali motori del riscaldamento globale. Il carbonio immagazzinato negli ecosistemi del carbonio blu rimane bloccato per lunghi periodi, impedendone il rilascio nell’atmosfera. Salvaguardando e ripristinando questi ecosistemi, possiamo migliorare la loro capacità di sequestro del carbonio e contribuire al raggiungimento degli obiettivi climatici.

Un tesoro in pericolo

Nonostante il loro immenso valore, gli ecosistemi del carbonio blu si trovano ad affrontare una minaccia crescente: l’attività umana. Lo sviluppo costiero, l’inquinamento e l’estrazione insostenibile delle risorse stanno spingendo questi habitat vitali sull’orlo del baratro. Le mangrovie vengono abbattute per far posto agli allevamenti di gamberetti e all’acquacoltura, le praterie di alghe sono soffocate dal deflusso dei sedimenti agricoli e le paludi salmastre vengono schiacciate dall’innalzamento del livello del mare.

Questa distruzione rilascia nell’atmosfera il carbonio un tempo immagazzinato, amplificando la crisi climatica. Inoltre indebolisce le nostre difese costiere, lasciando le comunità più vulnerabili alle tempeste e alle inondazioni. In breve, perdere questi pozzi di assorbimento del carbonio è come perdere un prezioso alleato nella lotta contro il cambiamento climatico.

Una situazione in evoluzione

Il mondo si sta rendendo conto dell’importanza del carbonio blu e le iniziative per proteggere e ripristinare questi ecosistemi stanno guadagnando slancio. I paesi stanno adottando normative più severe per prevenire lo sviluppo costiero, mentre le comunità sono attivamente coinvolte nel reimpianto delle mangrovie e nei progetti di conservazione delle fanerogame marine. Stanno emergendo anche soluzioni innovative come i “crediti blu di carbonio” . Questi premiano i custodi di ecosistemi sani di carbonio blu per il loro ruolo nella mitigazione del cambiamento climatico, creando un incentivo finanziario per la conservazione.

Crediti di carbonio blu

I crediti blu di CO2 rappresentano l’anidride carbonica quantificata catturata e immagazzinata dagli ecosistemi costieri come le mangrovie e le praterie di alghe. Verificati da organismi indipendenti, questi crediti possono essere scambiati sui mercati del carbonio, consentendo ad aziende o individui di compensare le proprie emissioni investendo nella protezione e nel ripristino degli ecosistemi. Ciò incentiva gli sforzi di conservazione, generando entrate per le comunità locali e salvaguardando il potere dell’oceano di combattere il clima.

Il carbonio blu non è la soluzione miracolosa al cambiamento climatico, ma è uno strumento potente nel nostro arsenale. Proteggendo questi ecosistemi oceanici, possiamo sfruttare il potere della natura per contrastare l’aumento delle temperature e costruire un futuro più resiliente per noi stessi e per le generazioni a venire.