IL RICICLAGGIO ILLEGALE DEI RIFIUTI TESSILI

da | 8 Mag 2023 | Green news, Prodotti

Da sempre le nostre magliette, cinture, borse, maglioni e calzini usurati vengono buttati all’interno di quei cassonetti gialli che troviamo sparsi ai lati delle strade italiane con l’intento, e con la convinzione, di compiere un’opera benefica. 

Nel 2019 i dati raccolti dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) hanno rivelato una realtà differente. 

Sono ben noti i vari loghi delle associazioni di volontariato che troviamo sopra questi contenitori. Tuttavia, non tutti sanno che questi agglomerati di onlus sono costantemente in contatto con soggetti provenienti da aree di disagio o coinvolti in situazioni potenzialmente pericolose quali ex galeotti, ex tossicomani, individui appartenenti a minoranze o in condizione di fragilità. 

All’interno del “mercato degli stracci” è stata rivelata l’ingombrante presenza della criminalità organizzata e del malaffare.

Le indagini hanno addirittura denunciato l’esistenza di numerosi casi di allocazione abusiva di cassonetti dediti ad accumulare abiti usati senza doverli registrare o tracciare. Questo fenomeno di raccolta è diffuso maggiormente nel Nord Italia anche se poi è la Campania l’epicentro di questa attività criminale. 

Negli ultimi anni la vendita di capi di seconda mano è diventato un commercio sempre più promettente e ricco in cui la ‘terra dei fuochi’ regna sovrana. La forza di quest’ultima è la progettazione di accessori efficienti e funzionali volti al recupero, all’importazione/esportazione e alla distribuzione. 

La criminalità organizzata promuove l’accumulo della merce in dei magazzini per poi abbandonarla o spedirla all’estero affinché venga smaltita illegalmente.  

Con il fine di combattere la sua presenza all’interno del mercato dei rifiuti tessili, l’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) si è attivata e ha proposto l’istituzione di un albo di operatori qualificati a gestire questo materiale in modo legale e benefico.